I Fought the Law by Olivia Locher

Lo sapevate che in Kansas è illegale servire vino nelle tazze da tè? O che nello Utah a nessuno è permesso camminare per le strade portando violini dentro buste di carta? O ancora che i coni gelato non si possono portare nel taschino di dietro dei pantaloni in Alabama? Questi sono solo alcuni esempi di leggi statunitensi nate molto tempo fa ma tecnicamente ancora esistenti, che sono diventate totalmente assurde ed inutili oggi.

L’artista Olivia Locher ha voluto rappresentarle per mezzo di una divertente serie di fotografie, progetto che prende il nome di “I Fought the Law”. Fate un giro sul suo sito web per vedere tutta la collezione ed anche altri suoi lavori.

E se passate dalla California ricordate che guidare la bicicletta dentro una piscina potrebbe portarvi dritti in prigione!


Did you know that in Kansas is illegal to serve the wine in a teacup? Or that, in the State of Utah, you can’t walk in the streets carrying a violin in a paper bag? Or even more, did you know that ice-cream cones cannot be carried in the back pocket of your jeans in Alabama? These are just some examples of US laws born long time ago but still standing, that have become absurd and useless nowadays.

The artist Olivia Locher tries to represent them in a funny series of photographs, a project called ‘I Fought the Law‘. You can take a look at her website to see the whole collection and some other works by her.

And if you go to California, remember that riding your bike in a swimming pool could take you to prison!


¿Sabíais que en Kansas es ilegal servir el vino en tazas de té? ¿O que en el estado de Utah no se permite andar por la calle llevando el violín en una bolsa de papel? O incluso, ¿sabíais que los conos de helado no se pueden llevar en el bolsillo trasero del pantalón en Alabama? Estos son sólo algunos ejemplos de leyes estadounidenses nacidas hace mucho tiempo pero técnicamente aún en vigor que son completamente absurdas e inútiles en la actualidad.

La artista Olivia Locher ha querido representarlas a través de una divertida serie fotográfica, proyecto que ha llamado “I Fought the Law“. Echad un vistazo a su sitio web para ver toda la colección y otros trabajos suyos.

Y si pasáis por California, ¡recordad que conducir la bicicleta dentro de una piscina os puede llevar directos a la cárcel!

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Spaceman Art: Koha Ho’s Superhero Project

Superpoteri o capacità sovraumane sono ciò che identificano i supereroi ad un primo sguardo, ma dietro la maschera c’è sempre una storia che li ha portati a diventare ciò che sono. Anche per questo i fumetti oltrepassano da sempre la barriera dell’età di chi legge, arrivando anche a quel pubblico che l’infanzia e l’adolescenza le ha superate da tempo.

E proprio sulla dicotomia passato/presente si basano i lavori di Koha Ho, un’artista che ho scoperto per caso vagando per la rete e che riesce a cogliere nel minimalismo dei suoi poster l’essenza dei personaggi rappresentati. Sulla sua pagina (Spaceman) potete vedere tutti i suoi lavori, che sono anche acquistabili sul sito HCG.


Superpowers or superhuman capacity is what identifies superheroes at first sight but, behind the mask, there is always a story that made them become what they are. This is one of the reasons why comics always go beyond the barrier of the reader’s age to also arrive to that public that left behind childhood and adolescence some time ago.

And precisely the dichotomy past/present is the base of Koha Ho‘s works, an artist I discovered by chance when browsing the Internet. She gets to express the essence of the characters represented despite the minimalism of her posters. You can see all her works on her website (Spaceman) and you can buy them on HCG.


Súper poderes o capacidad sobrehumana es lo que identifica a los superhéroes a primera vista pero, tras la máscara, hay siempre una historia que los ha llevado a convertirse en lo que son. Por ello también los cómics sobrepasan, desde siempre, la barrera de la edad de quien los lee, llegando también a un público que hace tiempo que dejó atrás la infancia y la adolescencia.

Y precisamente en la dicotomía pasado/presente se basa el trabajo de Koha Ho, una artista que he descubierto por casualidad vagando por la red y que consigue capturar en el minimalismo de sus pósters la esencia de los personajes representados. En su sitio web (Spaceman) podéis ver todos sus trabajos, a la venta en HCG.

How to Dissect the Art: the Rabbit Eye Movement

Era il lontano (ma non troppo) 2005 e Vienna vedeva nascere il Rabbit Eye Movement (REM), partito da un’idea dello street artist e illustratore Nychos e basato sulla volontà di omaggiare tutti quegli artisti (i “rabbit” del nome) attivi nel panorama contemporaneo dell’arte urbana.

Le opere firmate REM sono caratterizzate da una vera e propria dissezione dei soggetti e riescono nell’impresa di portare il macabro in secondo piano, mettendo al suo posto in evidenza una straordinaria capacità artistica.

Il movimento si è poi evoluto negli anni, partecipando ad esposizioni in tutto il mondo e portando anche alla creazione del REM Art Space (sempre a Vienna), un luogo dove artisti appartenenti a diversi stili gravitanti attorno all’arte urbana traggono ispirazione ed espongono le proprie opere individuali o collettive.

It was the distant (but not so much) 2005 when the Rabbit Eye Movement (REM) was born in Vienna, from and idea of the street artist and illustrator Nychos and based on his intention to homage all those artists (the “rabbit” of the name) that were active in the contemporary urban art scene.

The REM works are characterised by a dissection of the subjects and take the risk of sending the macabre to a second plane, putting in its place the evidence of an extraordinary artistic capacity.

This movement has evolved over the years, participating in different exhibitions around the world and motivating the creation of the REM Art Space (also in Vienna), a place where the artists belonging to different styles within the urban art bring their inspiration and show their own individual or collective artworks.

En el lejano (aunque no demasiado) 2005 Viena veía nacer el Rabbit Eye Movement (REM) a partir de una idea del street artist e ilustrador Nychos y basado en su voluntad de homenajear a todos aquellos artistas (los “rabbit” del nombre) activos en el panorama contemporáneo del arte urbano.

Las obras firmadas REM se caracterizan por una disección de los sujetos y arriesgan en la idea de llevar lo macabro a un segundo plano, poniendo en su lugar la evidencia de una extraordinaria capacidad artística.

El movimiento ha evolucionado con los años, participando en exposiciones en todo el mundo y llevando además a la creación del REM Art Space (igualmente en Viena), un lugar donde los artistas pertenecientes a diferentes estilos en torno al arte urbano aportan inspiración y exponen sus propias obras individuales o colectivas.

Game of Thrones Is Back and All Men Must Die

I Lannister hanno mandato i loro saluti, e (quasi) fatto il pagamento, ed un altro anno è passato (si perché nel mio mondo gli anni sono scanditi dall’inizio della nuova stagione di Game of Thrones). La regola numero uno, ormai lo sappiamo, è prepararsi al peggio…e per ricordare il motivo dirò solo The Rains of Castamere. Quindi organizziamoci:

  • guardate tutti i trailer rilasciati da HBO e fate un ripassino divertente delle scorse stagioni
  • se non avete letto i libri evitate come la peste ogni persona che li abbia letti
  • per i prossimi due mesi eliminate ogni impegno la domenica sera (o notte…il fuso orario è una brutta bestia)

E al grido di “North remembers!” possiamo finalmente considerarci pronti per questo 6 aprile…

Los Lannister enviaron sus saludos, y (casi) han hecho el pago, y otro año ha pasado (sí, porque en mi mundo los años se cuentan según el inicio de la nueva temporada de Juego de Tronos). La regla número uno, ya lo sabemos, es prepararse para lo peor… y para recordar el motivo sólo diré The Rains of Castamere. Por lo tanto, vamos a organizarnos:

  • ved todos los trailers emitidos por HBO y haced un entretenido repaso de las temporadas anteriores
  • si no habéis leído los libros, evitad como la peste a cada persona que lo haya hecho
  • durante los próximos dos meses, eliminad cualquier compromiso del domingo por la tarde (o noche… el cambio horario es una bestia horrible)

Y al grito de “North remembers!” podemos finalmente considerarnos listos para este 6 de abril…

The Lannister sent their regards, and (almost) did the payment, and another year has past (yes, because in my world years are counted according to the beginning of Game of Thrones new series). The first rule, we know it, is to get ready for the worst… and, to remember the reason, I’ll just say The Rains of Castamere. So, let’s get organised:

  • go to watch all the trailers released by HBO and have fun going through the previous series
  • if you haven’t read the books, avoid like the plague each person that has done it
  • during the two next months, cancel any appointment for Sunday evening (or night… time changes are a nightmare).

And, to the cry of “North remembers!”, we can finally consider we’re ready for this 6th April…

Sans Serif Is the Way: Latest Trends in 2014

Sans-Serif

Al mondo ci sono almeno due categorie di persone: quelle rassegnate al Times New Roman –  e totalmente ignare dell’esistenza di altri universi – e quelle a cui il Sans Serif (“senza grazie”) ha cambiato la vita.

Noi ragazze contemporanee ci collochiamo di diritto nella seconda categoria e a questo proposito, cliccando qui, potrete vedere un’interessante carrellata di free font (Sans Serif appunto), pescati tra i migliori del 2014: se non lo siete già, è l’occasione giusta per diventare dei font addicted!

There are in the world at least 2 categories of people: those who live with the use of Times New Roman (and totally unaware of the existence of other universes), and those to whom Sans Serif has changed their life.

We contemporary girls put ourselves within the 2nd category and so that we’d like to show you and interesting list of free fonts (Sans Serif, of course!) found among the best of 2014. If you aren’t font addicted yet, this is a good opportunity!

Hay en el mundo al menos dos categorías de personas: aquellas que se conforman con la Times New Roman (totalmente inconscientes de la existencia de otros universos) y aquellas a las que el Sans Serif (“sin gracia”) les ha cambiado la vida.

Nosotras, chicas contemporáneas, nos colocamos en la segunda categoría y por ello nos gustaría mostraros un interesante lista de fuentes gratis (¡Sans Serif, por supuesto!), seleccionadas de entre las mejores del 2014. Si aún no lo sois, ¡esta es vuestra oportunidad para haceros font addicted!

The 70’s: Japanese cartoons and their impossible pets

A 10 anni nessuno si è mai chiesto come mai il cane di Heidi fosse quasi più grande del nonno o perchè Candy Candy vagasse per il villaggio con un procione attorno al collo.

A 20-30 anni l’idea di Marco che intraprende un viaggio dagli Appennini alle Ande con l’unica compagnia di una scimmietta è un po’ disturbante.

Ecco allora alcuni esempi di animali domestici improbabili con cui i cartoni animati giapponesi ci hanno fatti crescere…e la domanda va a tutte le nostre mamme: è possibile che non vi abbiamo mai chiesto di avere una capretta con cui andare a scuola?

A los diez años, uno no se preguntaba por qué el perro de Heidi era más grande que el abuelo o por qué Candy Candy merodeaba por el pueblo con un mapache pegado al cuello.

Entre los veinte y los treinta, pensar que Marco emprende un viaje de los Apeninos a los Andes con un mono como único compañero resulta bastante desconcertante.

Estos son algunos ejemplos de mascotas improbables con las que los dibujos animados japoneses nos han hecho crecer… y la pregunta va a nuestras madres: ¿cómo es que nunca pedimos tener una cabrita para llevarla a la escuela?

 

Being 10 years old, you never wondered why Heidi‘s dog was bigger than her grandfather, or why Candy Candy walked around with a raccoon stuck to her neck.

Being in your 20s, the idea of Marco taking a journey from the Apennines to the Andes with a monkey as his only companion is rather disturbing.

These are some examples of impossible pets we grew up with thanks to the Japanese cartoons… and the question goes to our mothers: how is it possible that we never asked to have a little goat to take with us to school?